









“Quando le cose non funzionano bene in camera da letto, non funzionano bene nemmeno in soggiorno”
W. Masters & V. Johnson
Il benessere psicosessuale è un diritto di tutti gli esseri umani. E tu, cosa fai per preservare il tuo?
Sono Consiglia – Liliana Zagaria, Psicoterapeuta, Psicosessuologa e Ipnoterapeuta presso il mio studio a Trieste (e per altre iniziative e collaborazioni presso studi di altre province del Friuli Venezia Giulia, Roma e online).
Mi piace definirmi una psicologa atipica appassionata dalla poliedrica sfera della sessualità, motivo per il quale ho deciso di perfezionare la mia formazione clinico – professionale in questo ambito.
Mi occupo di benessere psicologico e salute psicosessuale delle persone, in particolare, offro a chi si rivolge a me la possibilità di affrontare un disagio che interessa la sfera sessuale attraverso un percorso che facilita la consapevolezza delle dinamiche emotive e relazionali che hanno determinato l’insorgenza della difficoltà vissuta; al fine di risolverla e ritrovare il proprio benessere psicosessuale.
Il mio obiettivo è quello di aiutare le persone in maniera strategica a risolvere un disagio sessuorelazionale, potenziando e valorizzando le proprie risorse e abilità personali, con la finalità di migliorare la qualità della propria vita, ritrovando così, il proprio equilibrio e benessere psicosessuale.
Credo fortemente che il benessere psicosessuale sia un diritto di tutti gli esseri umani. Motivo per il quale accolgo ed ascolto empaticamente le persone, facendole sentire comprese e mai giudicate, educandole al tempo stesso ad una sessualità positiva e consapevole, sdoganando falsi miti, tabù e luoghi comuni su questo tema.
FAQ: per saperne di più sul mio lavoro e sull’aiuto che posso offrirti, sui miei ambiti di competenza, sulle mie modalità di lavoro.
In quale momento diventa fondamentale e necessaria la richiesta d’aiuto ad uno specialista psicologo e sessuologo?
Ci sono molteplici condizioni e/o situazioni della vita quotidiana che possono generare insoddisfazione, frustrazione e malessere psicologico, emotivo, sessuale e relazionale, necessità per le quali diventa indispensabile richiedere l’intervento di uno psicosessuologo.
Te ne presento alcune:
La coppia non naviga in buone acque: crisi, tradimento, separazione, chat erotiche, dipendenza dalla pornografia?
Il desiderio sessuale è sopito o estinto?
L’ansia da prestazione danneggia e compromette la serenità sessuale?
Un vaginismo impedisce la penetrazione nonché la fecondità e l’impossibilità di effettuare una visita ginecologica?
Quanto dura e com’è strutturato un percorso di terapia psicosessuologica?
La durata di un percorso psicosessuologico (individuale e/o di coppia) online o de visu assume una durata variabile a seconda del grado di severità e compromissione della qualità di vita dell’individuo o della coppia a causa del disagio lamentato.
In linea di massima, la durata media di un percorso oscilla tra i 6 e i 12 mesi (inizialmente la cadenza degli incontri è settimanale, poi via via diventa quindicinale ed infine mensile).
Il percorso è articolato in una prima fase consulenziale che interessa i primi quattro colloqui. Questa fase iniziale è necessaria e fondamentale per la formulazione della diagnosi clinica, soprattutto per discriminare tra cause fisiologico – organiche e/o emotivo – relazionali che hanno innescato l’insorgenza del disturbo lamentato.
Inoltre, si procede con la valutazione del livello di motivazione nei confronti della terapia; l’analisi delle dinamiche relazionali individuali e di coppia (fase del ciclo di vita in cui l’individuo e/o la coppia si trova, analisi dei punti di vista, qualità della comunicazione, del dialogo, empatia, presenza o meno di lotte di potere, presenza o meno di amanti, ecc..); analisi della modalità con cui il disagio sessuale si manifesta, peggiora, si maschera o non appare, analisi di come il disagio è stato gestito finora.
La fase d’intervento rappresenta il nucleo centrale del percorso trattamentale ed è in linea con la specificità del disagio vissuto dalla persona e/o dalla coppia.
Si introducono delle tecniche strategicamente mirate sia a modificare le modalità disfunzionali e fallimentari adottate finora per la gestione del disagio sia a ristrutturare le modalità di espressione e comunicazione delle emozioni all’interno della relazione in maniera più efficace e funzionale per sé, per il/la partner e per la coppia.
La finalità è quella di accompagnare l’individuo e/o la coppia nel percorso di cambiamento e trasformazione della situazione attuale lamentata verso una condizione di benessere psicosessuale desiderata.
La fase finale del percorso mira a consolidare le modalità più funzionali di gestione delle emozioni, della relazione e della sessualità, al fine di ripristinare lo stato di benessere psicosessuale nonché a prevenire le ricadute sia a livello individuale che di coppia.
Chi è e cosa fa lo psicologo?
Lo psicologo è un professionista laureato in Psicologia e dopo aver conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione, risulta regolarmente iscritto all’Ordine degli Psicologi di una regione italiana.
È importante precisare che lo psicologo non è un medico e non può prescrivere farmaci (salvo che non sia laureato anche in medicina).
Lo psicologo si occupa di:
- Diagnosi, tramite colloqui psicologici e l’utilizzo di test;
- Sostegno psicologico, un percorso di aiuto focalizzato su uno specifica difficoltà che genera un momento di crisi in un particolare momento di vita.
- Psicoeducazione: l’attività volta a fornire informazioni utili per far chiarezza e affrontare uno specifico tema psicologico;
- Abilitazione e riabilitazione: tutti gli interventi volti a favorire l’acquisizione, il potenziamento o il recupero di una o più competenze. L’obiettivo è quello di promuovere la crescita e l’autonomia personale, attraverso lo sviluppo delle risorse individuali;
- Prevenzione: l’insieme degli interventi ed attività che mirano a ridurre la diffusione di patologie o gli effetti dovuti a determinati fattori di rischio, promuovendo la salute e il benessere individuale e collettivo.
Quando è necessario rivolgersi ad uno psicologo?
Nel corso della vita, per differenti ragioni, ogni individuo si ritrova a vivere dei periodi di malessere caratterizzati da: tensioni; ansia; preoccupazioni; tristezza cronica; stress; timori ed angoscia; che difficilmente possono essere affrontati e gestiti in autonomia o in compagnia di un buon confidente.
La motivazione principale deriva dal fatto che spesso, la sofferenza associata a questa condizione di malessere rappresenta l’espressione di un vissuto molto più articolato e complesso, che col trascorrere del tempo tende a cronicizzarsi ed a sfociare in tutti i contesti socio – relazionali (familiari, lavorativi, amicali, ecc..) cui la persona è inserita.
Pertanto, prendere contatto con uno psicologo può consentire alla persona di fruire di un supporto adeguatamente specializzato che possa accompagnarla ed orientarla in un percorso di cambiamento atto a favorire il miglioramento della qualità della propria vita attraverso il potenziamento e la valorizzazione delle proprie risorse personali, con l’obiettivo di raggiungere una condizione di benessere psicologico, affettivo – emotivo e sessuo – relazionale.
Qual è lo strumento che utilizzo più di tutti nella mia pratica clinica?
Prevalentemente, utilizzo il colloquio clinico basato sull’ascolto, sull’empatia, sull’accettazione positiva e non giudicante; sfruttando il potere della relazione per sostenere le persone nell’acquisizione di una maggiore consapevolezza di sé stesse con lo scopo di favorire sia la crescita personale sia il cambiamento positivo per giungere alla risoluzione del disagio vissuto.
Cosa faccio e a chi mi rivolgo?
Specificamente mi occupo di:
- Sostegno psicologico per l’individuo; la coppia; la famiglia; i gruppi; in tutto l’arco di vita (adolescenza, età adulta, genitorialità, menopausa, terza età);
- Consulenze psicologiche e percorsi psicoterapeutici in situazioni di malessere derivanti da: ansia; stress; depressione; fobie; attacchi di panico; disturbi del comportamento alimentare; dipendenze e new addiction;
- Consulenze psicosessuologiche e percorsi psicoterapeutici individuali o di coppia in situazioni di disagio e/o malessere derivanti da disfunzioni sessuali maschili e femminili.
Quali sono i miei ambiti di competenza in ambito sessuologico?
- Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo e dell’eccitazione maschile e femminile (disfunzione erettile e ipolubrificazione femminile);
- Disturbo dell’orgasmo maschile e femminile (eiaculazione precoce, eiaculazione ritardata, anorgasmia);
- Disturbo del dolore genito – pelvico e della penetrazione (dispareunia, vaginismo, vulvodinia);
- Dipendenze sessuali e new addiction.
Il mio intervento psicosessuologico può riguardare diversi temi:
- percorsi di educazione affettivo – emotiva e sessuorelazionale in tutto l’arco di vita e/o condizioni di fragilità (adolescenza; giovani adulti; età adulta; terza età);
- affiancamento, supporto e sostegno a singoli e coppie che affrontano difficoltà legate alla procreazione, all’infertilità e alle cure correlate;
- consulenze individuali o di coppia in situazioni di disagio e/o malessere derivanti da disfunzioni sessuali maschili e femminili;
- consulenze in situazioni di dipendenza e delle nuove derive della sessualità (nuovi usi e costumi sessuali; amori e relazioni online; app di dating e tradimenti; chat erotiche; uso massiccio della pornografia);
- consulenze psicosessuologiche in casi di disforia di genere (ed eventuale accompagnamento al percorso di transizione e riattribuzione chirurgica del sesso) e orientamento sessuale LGBTQI;
- consulenze in casi di disturbi del comportamento alimentare associati a disagi nella sfera sessuale;
- consulenze in casi di abusi e maltrattamenti a livello psicologico, fisico e sessuale.
Quali sono le coordinate teorico – metodologiche che guidano l’intervento e il trattamento psicoterapeutico in chiave strategico evoluta?
Le origini del Modello di Psicoterapia Strategica sono rintracciabili in letteratura attraverso le ricerche e gli studi condotti negli anni’80 da Milton Erickson e dai ricercatori del Mental Research Institute (MRI) di Palo Alto in California: Bateson, Watzlawick, Von Foerster, Von Glaserfeld, Weakland, Fish. La prospettiva di ricerca di questi autori ha funzionalmente integrato in maniera feconda e creativa il modello ericksoniano che ha consentito di poter intervenire sui disagi psicologici concentrandosi sugli aspetti non patologici delle persone, ovvero, sulle risorse dell’essere umano piuttosto che sui suoi limiti, spingendo quest’ultimo a scoprire i suoi talenti, necessari per la costruzione del cambiamento.
Che cos’è l’Ipnosi Ericksoniana?
L’ Ipnosi Ericksoniana è un approccio teorico e pratico messo a punto da Milton Erickson, che utilizza la trance come strumento di facilitazione al cambiamento, nell’idea che le persone posseggano dentro di sé tutte le risorse necessarie per superare le difficoltà. La trance è un fenomeno fisiologico naturale e spontaneo in cui lo stato di coscienza della persona viene focalizzato verso il mondo interno con la finalità di recuperare le proprie risorse interiori.
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